Carol Maltesi: il delitto, il congelatore e il giornalista che chattò con l’assassino

Il 10 febbraio 2026 la Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta la condanna all’ergastolo di Davide Fontana, rinviando il caso alla Corte d’Assise d’Appello di Milano per un terzo giudizio di secondo grado. Il punto su cui i giudici della Suprema Corte continuano a chiedere chiarezza è l’aggravante della premeditazione, che separa i trent’anni di reclusione stabiliti in primo grado dal carcere a vita confermato in entrambi gli appelli. Per capire perché quella domanda sia così difficile da rispondere in modo definitivo, occorre ripercorrere questa vicenda dall’inizio.
Il 20 marzo 2022 nei boschi di Paline di Borno, in provincia di Brescia, vengono ritrovati per caso quattro sacchi neri contenenti resti umani smembrati. Non ci sono documenti. L’identificazione della vittima non è immediata. I carabinieri diffondono le caratteristiche fisiche del corpo, compresa una descrizione dettagliata dei tatuaggi.
Carol Maltesi aveva 26 anni, era originaria di Sesto Calende nel Varesotto, di origini italo-olandesi, e viveva a Rescaldina con il figlio piccolo. Aveva lavorato come commessa prima di intraprendere la carriera di attrice di contenuti per adulti sulla piattaforma OnlyFans, con lo pseudonimo di Charlotte Angie, un’attività che stava crescendo e che gestiva in modo autonomo. La sua intenzione, nei mesi precedenti all’omicidio, era di trasferirsi in provincia di Verona per avvicinarsi al figlio, che viveva con il padre. Nel palazzo dove abitava a Rescaldina viveva anche Davide Fontana, 47 anni, bancario con la passione per la gastronomia (gestiva un blog di cucina), con cui Carol aveva avuto una relazione e che occasionalmente la affiancava come videomaker nella produzione dei suoi contenuti. Era anche il suo vicino di casa, il suo ex compagno e, nei fatti, una delle persone più presenti nella sua vita quotidiana.
L’omicidio avviene l’11 gennaio 2022. Carol e Fontana stavano girando un video erotico nell’appartamento di Rescaldina. La ragazza era legata a un palo da lap dance, imbavagliata e incappucciata, come richiedeva il copione del filmato. In quella condizione di totale immobilità e vulnerabilità, Fontana la colpisce tredici volte alla testa con un martello. La finisce poi con una coltellata alla gola. Il contesto della ripresa, con la vittima già immobilizzata e impossibilitata a reagire, è uno degli elementi che i pubblici ministeri hanno portato a sostegno dell’aggravante della crudeltà, riconosciuta in appello e negata in primo grado.
Nei giorni successivi Fontana fa a pezzi il corpo con un’accetta e un seghetto, acquista online un congelatore a pozzetto in cui conserva i resti per settimane, tenta di bruciarli senza riuscirci, e il 20 marzo abbandona infine i sacchi nella scarpata di Paline di Borno. Aveva tentato in precedenza di disfarsi del corpo in una zona montana isolata di Cittiglio, nel Varesotto, ma il primo tentativo era fallito. Nel frattempo tiene acceso il cellulare di Carol e risponde ai messaggi di amici e conoscenti, sostenendo implicitamente la versione che la ragazza si fosse allontanata volontariamente. Tra le persone con cui Fontana chatta impersonando Carol c’è anche Eva Generosi, un’altra creator di OnlyFans, che ha poi dichiarato pubblicamente di ritenere che Fontana la stesse studiando come potenziale seconda vittima.
È qui che entra in scena Andrea Tortelli, giornalista e direttore di BsNews.it, un quotidiano online di Brescia. Tortelli riceve la segnalazione di un lettore dopo il ritrovamento del corpo, e partendo dalla descrizione dei tatuaggi diffusa dai carabinieri comincia a incrociare le immagini disponibili in rete, contattando colleghi che avevano avuto rapporti professionali con attrici del settore. Costruisce un identikit per peso, altezza, età e caratteristiche fisiche che converge su Carol Maltesi. Otto tatuaggi su undici corrispondono a quelli fotografati sul suo corpo nelle immagini online. A quel punto si procura il numero di cellulare della ragazza e invia un messaggio WhatsApp. Il telefono risulta spento ma il messaggio viene consegnato, il che significa che da qualche parte c’è un dispositivo ancora collegato alla rete, verosimilmente un computer su cui era stato effettuato l’accesso all’account. Fontana risponde, impersonando Carol o parlando per suo conto. Tortelli gestisce la conversazione con attenzione, consapevole di avere un ragionevole dubbio ma non una certezza, e alla fine chiede come verifica conclusiva un messaggio vocale. Il messaggio vocale non arriva mai. È quel silenzio a chiudere il cerchio.
Tortelli porta il materiale ai carabinieri senza pubblicare la notizia, una scelta che ha poi motivato con la volontà di non interferire con le indagini e di non comunicare ai familiari l’identificazione prima che lo facessero le forze dell’ordine. Gli investigatori convocano Fontana, che si presenta in caserma tra il 28 e il 29 marzo con l’intenzione dichiarata di denunciare la scomparsa della ragazza. Durante il colloquio si contraddice e confessa. Viene arrestato con le accuse di omicidio volontario aggravato, occultamento e distruzione di cadavere. Tortelli ha poi raccontato la propria inchiesta nel libro “Sulla tua pelle” (Giunti Editore, 2022), che ha avuto risonanza internazionale e a cui è seguito un documentario di Sky.
Il processo di primo grado si celebra a Busto Arsizio e si chiude con una condanna a trent’anni. I giudici escludono le aggravanti della crudeltà, dei motivi futili e abbietti e della premeditazione. Le motivazioni suscitano polemiche anche per il passaggio in cui Carol Maltesi viene definita “disinibita“, un aggettivo che molti osservatori giudicarono estraneo a qualsiasi rilievo giuridico.
Il primo appello davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano ribalta la sentenza e condanna Fontana all’ergastolo, riconoscendo le aggravanti. La Cassazione annulla per vizi motivazionali e rinvia a un nuovo collegio. Il secondo appello conferma l’ergastolo. La difesa, affidata agli avvocati Stefano Paloschi e Giulia Ruggeri, ricorre nuovamente in Cassazione sostenendo la tesi dell’impulso improvviso, del gesto non pianificato. Il 10 febbraio 2026 la Suprema Corte accoglie il ricorso limitatamente all’aggravante della premeditazione e rinvia ancora.
Sul piano tecnico, la premeditazione richiede la prova di una deliberazione criminosa anteriore all’atto, stabile nel tempo, maturata in un intervallo significativo tra la decisione e l’esecuzione. È un accertamento che si regge quasi sempre su elementi indiziari e che richiede una motivazione capace di reggere al vaglio di legittimità. Gli elementi a sostegno della premeditazione che emergono dagli atti sono rilevanti: in primo luogo il congelatore a pozzetto acquistato online, il cui momento di acquisto rispetto alla data dell’omicidio è centrale nell’intera discussione, e poi la gestione sistematica del telefono della vittima per sessantotto giorni, la ricerca di un luogo di abbandono dei resti, i tentativi di incenerimento del corpo. La difesa sostiene che tutti questi comportamenti siano stati conseguenti all’omicidio, non precedenti, e che la loro esistenza non dimostri quindi una pianificazione anticipata del delitto.
Il nuovo processo di appello si celebrerà davanti alla prima sezione penale della Corte d’Assise d’Appello bis di Milano in diversa composizione. Le motivazioni della sentenza di Cassazione saranno depositate entro trenta giorni dalla pronuncia. Fontana è attualmente detenuto nel reparto protetti del carcere di Pavia.

 

Author: Antonio Fusco

Laureato in Giurisprudenza e in Scienze delle pubbliche amministrazioni, ha conseguito il Master di secondo livello in Criminologia Forense ed è iscritto alla Società Italiana di Criminologia. Quale Dirigente della Polizia di Stato, attualmente in quiescenza, si è occupato di indagini di polizia giudiziaria, investigazioni e contrasto alla criminalità. Scrive romanzi crime per Giunti (serie delle indagini del commissario Casabona) e per Rizzoli (serie delle indagini dell'ispettore Massimo Valeri - l'Indiano). Alcuni dei suoi libri sono stati tradotti in Germania, Grecia e Turchia.

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